Questo mese vi portiamo all’interno del panorama artistico italiano, con un breve documentario che cerca di riportare in auge la figura di Orlando Fiore. Qui, nella rubrica Schermi, una nuova e imperdibile visione ma, anche, un piccolo traguardo per la nostra rivista: questo è il 100° articolo pubblicato!
Spesso in redazione ci arrivano proposte di vario genere e sotto diverse forme e linguaggio. Quando arrivò la mail dell’Associazione Orlando Fiore e, soprattutto, visto il progetto che proponevano, non ci siamo tirati indietro ma abbiamo deciso di utilizzare i nostri spazi per offrire una visibilità alla figura “riscoperta” di Fiore attraverso il documentario che trovate in calce.
L’opera è una sintesi visiva del percorso dell’artista lunga diversi anni: dai primi accenni all’arte, alla sua personale vita, attraverso interviste a personalità del mondo artistico italiano e all’archivio che è stato scoperto casualmente all’interno di una casa. Dai disegni alla pittura, attraversando la poesia e i diari e non dimenticando la politica. Ma anche pellicole fotografiche, video in Super8. L’operato di Fiore è stato di poliedrica contaminazione.
Il piccolo film che vi proponiamo non emerge per originalità e punto di vista estetico, ma poco ci importa. Il lavoro fatto è degno di una ricostruzione storico-artistica che già di per sé porta un valore immenso al patrimonio artistico del nostro paese, ma non solo.
Questa è l’occasione per scoprire (o riscoprire) un autore interessante anche attraverso le sue parole intime ma con uno sguardo lungimirante sul resto del mondo. Come, ad esempio, il suo viaggio a Teheran nel 1975 prima della Rivoluzione islamica, di cui potete leggere gli scritti qui.
«Gli iraniani si affezionano sinceramente. Più che venderti la verdura, gli interessa che tu torni per passare un altro quarto d’ora insieme. Tanto sanno che i cetrioli, prima o poi, li compri».
Buona visione!

