Rivista digitale di critica cinematografica

“The Non-Actor” di Eliza Callahan

Un cortometraggio delicato e passionale

Ci sono film che non cerchi, ma capitano per caso. E poi ci sono cortometraggi che neanche ti immagini possano esistere e, invece, eccoci qui a dedicare un articolo a The Non-Actor (2025) di Eliza Callahan.

Diciotto minuti di arte cinematografica che fanno sussultare il cuore e raggirarti come poche altre sanno fare. Così, in una giornata qualunque, in una tipica cittadina statunitense, due ragazze si raccontano, si punzecchiano, si scrutano attraverso sguardi profondi e con i loro pensieri e poi, con i loro corpi, in una delicata storia d’amore e di rabbia — ferma nel tempo.

In realtà le donne sono tre. La regista non si vedrà mai in scena, ma è costantemente presente in inquadratura come decenni fa ci insegnò un grande regista teatrale: Tadeusz Kantor. Per alcuni sembra palese che la figura dell’autrice sia presente per via della regia, ma non è così. La costante fisica e l’anatomia del corpo non sono eventi controllabili quando in mezzo si aprono i sentimenti. Il suo filmare puntuale e coreutico porta la sua presenza nel trio di donne, trasformando il racconto filmato in una plastica e attrattiva visione archetipica. Il fatto che il cortometraggio sia ambientato in epoca attuale non significa nulla: la realtà che si condivide porta il qui e ora in balia delle correnti, per farsi maledire dai venti dell’arte.

Frame dal film
Frame dal film

Eliza Callahan trasmette la sua bravura registica in maniera silente e presente, come un predatore in attesa di scagliarsi sulle sue prede. Quest’ultime sono qui rappresentate dalle peculiari interpretazioni di Victoria Pedretti e Maya Hawke. Sì, proprio lei, quella Hawke figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke che tanto famosa è diventata per via del personaggio di Robin Buckley in Stranger Things. Ma lasciatemi anche dire che i due personaggi sono agli antipodi: qui, come forse in pochi altri suoi film, Maya Hawke è straordinaria. E poi c’è Victoria Pedretti, anch’essa complice e di grande impatto visivo oltre che recitativo. Entrambe peccaminose, entrambe rappresentative di una generazione floreale che indica — o potrebbe indicare — la via del nuovo cinema statunitense.

Il livello di scrittura è alto, i momenti intensi di dialogo sono espressivi di una capacità intrinseca della regista di vedere oltre le parole e immaginare una bolla indipendente e personale. Anche perché — tra l’altro — questo piccolo film è tratto da un libro omonimo della stessa Callahan.
Due ragazze, pensieri in conflitto per un ragazzo in comune che, a un certo punto, ci fa anche piacere non ricordare più, e la facoltà del dialogo a farla da padrone.
Il loro intuarsi è pura poesia visiva.
The Non-Actor è un piccolo ma corale cortometraggio che dà una lezione di cinema a tutti e tutte.

The Non-Actor 
(USA, 2025)

Regia: Eliza Callahan • Sceneggiatura: Eliza Callahan • Produzione: Oliver Agger, Eliza Soros, Ames Ward • Musiche: Jonathan Rado • Suono: Dahee Kim • Fotografia: Owen Smith-Clark • Montaggio: Daniel Garber • Scenografia: Hanrui Wang • Costumi: Fiona Agger, Natasha Simchowitz • Interpreti: Victoria Pedretti, Maya Hawke • Durata: 18′ • Scheda film: IMDb

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