A quasi trent’anni dalla sua uscita, Buffalo ’66 rappresenta – oggi – un film senza meta, incastonato nei meandri della mente delle persone, e nella storia del cinema. Il sapore dolce amaro di questa prima pellicola di Vincent Gallo è inequivocabile.
Chi si appresta a vederlo oggi per la prima volta, molto probabilmente si nutrirà del sentimentalismo fuori dagli schemi che i due protagonisti vivono in questo dramma dalle tinte noir; chi invece lo rivede dopo anni, potrebbe imbattersi in un cambiamento sostanziale che lo lascerà basito davanti all’inesorabile e datato stile estetico.
Devo però ammettere che ho amato ogni dettaglio del film: dalla narrazione cruda ma tenera, ai protagonisti borderline e senza un apparente congiunzione affettiva; fino al linguaggio cinematografico messo su da Gallo con i suoi slip screen che tanto omaggiano il cinema indipendente statunitense anni ‘70 (Jonas Mekas, Andy Warhol, John Cassavetes). E poi la fotografia saturata, slavata che contestualizza non solo un periodo storico ben preciso di riferimento ma, soprattutto, lo stato d’animo della storia in sé.
Il film è un compendio di fragilità e tormenti interiori. Il personaggio di Billy Brown – entrato oramai nella collettività pop – si presenta come un uomo dalla forte e frastornata anima. All’apparenza ribelle ma inconsciamente delicata, sormontato dal peso dell’ingiustizia che si rispecchia nella sua carcerazione avvenuta per dei fatti pressoché assurdi. E poi c’è Layla (interpretata da Christina Ricci) – o come la chiamerà Billy, Wendy Balsam (in riferimento al primo amore della scuola) – che tiene in piedi, come un pilastro del sentimentalismo, la gracile figura del suo “rapitore”.
Di sfondo pochissimi altri personaggi: i genitori e l’amico di Billy. Null’altro se non la messa in scena di un dramma convulsivo e dolce, da far struggere il cuore nei momenti finali, proprio lì, dove la storia si stava costruendo attraverso l’apertura dell’animo umano.
Questo pezzo non vuole e ne deve essere visto come una recensione, bensì come uno stato di coscienza dovuto alla malinconica sensazione che aleggia nel film.
Buffalo ’66 è un’opera che ingabbia, più di quanto lo abbia fatto con il suo protagonista.
Buffalo ’66
(USA, 1998)
Regia: Vincent Gallo • Sceneggiatura: Vincent Gallo • Produzione: Chris Hanley • Musiche: Vincent Gallo • Suono: Hamilton Sterling • Fotografia: Lance Acord • Montaggio: Curtiss Clayton • Scenografia: Gideon Ponte • Costumi: Alexis Scott • Effetti visivi: Alastor Arnold • Interpreti: Vincent Gallo, Christina Ricci, Ben Gazzara, Mickey Rourke, Rosanna Arquette • Durata: 110′ • Scheda film: IMDb
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