Rivista digitale di critica cinematografica

Quando scoprii questo portale sul cinema russo e sovietico non ci credevo. L’idea di avere a portata di mano una vasta scelta di opere filmiche da poter visionare gratuitamente, in lingua originale e sottotitolate in italiano, era quasi fuori da ogni logica del mio pensiero.
E invece, eccomi qui a parlarvi e fare un approfondimento sul sito
Perestroika.it; perché innanzitutto lo sento doveroso per il lavoro che lo staff porta avanti e, in secondo luogo – ma non meno importante, anzi – per il catalogo variegato a cui possiamo attingere.

Perestroika.it nasce qualche anno fa per la passione di un gruppo di persone che decidono di diffondere la cultura cinematografica dell’ex Unione Sovietica prima e del cinema russo contemporaneo dopo, creando così uno sguardo interdisciplinare sull’universo dell’Est Europa, di cui il sottoscritto è un grande estimatore – fin da quella prima volta in cui ebbi la fortuna di vedere Nostalghia (1983) di Andrej Tarkovskij, letteralmente il film che cambiò la mia vita.

Citando un passaggio dal sito web:

[…] L’obiettivo principale di questo progetto è offrire a un pubblico interessato l’opportunità di comprendere meglio il mondo sovietico e il popolo russo. Rendere disponibili sguardi su importanti fenomeni e personalità di quella cultura, anche per rendere omaggio a tanti splendidi registi, attori, musicisti.

Uno screenshot dell’archivio film
Una selezione di film

Citavo Tarkovskij per via di un interesse prettamente personale, ma la chiara missione del portale è quella di esplorare tutto ciò che riguarda le immagini in movimento, con registi e registe di svariata forma stilistica. Dai classici ai contemporanei, passando per autori e autrici emergenti, si ha la possibilità di essere parte di un mondo che non è più solo “passato”, bensì in continuo mutamento, grazie anche alle influenze delle nuove generazioni.

Nella storia del cinema, l’impatto della cultura cinematografica sovietica è incalcolabile. Dai primi anni del secolo scorso a oggi, il contributo dato ha cambiato stili e forme del cinema, influenzando registi e registe e fornendo nuovi spunti estetici e politici.

Nel 1919 nasce a Mosca il VGIK (Vserossijskij Gosudarstvennyj Institut Kinematografii), ovvero l’Istituto Statale Russo di Cinematografia Gerasimov, considerato la più antica scuola di cinema del mondo. Nasce in stretta connessione con il progetto culturale sovietico e diventa fin da subito un centro fondamentale non solo per la formazione tecnica, ma anche per lo sviluppo teorico del linguaggio cinematografico.
Nel corso dei decenni, il VGIK forma alcune delle figure più importanti del cinema sovietico e russo, tra cui Andrej Tarkovskij, Sergej Parajanov, Elem Klimov e, in epoca più recente, Nikita Michalkov. La scuola è nota per l’attenzione alla dimensione autoriale, alla riflessione teorica e alla centralità del regista come artista.

Questo piccolo cenno storico serve a dare l’idea del contributo che il cinema sovietico e russo ha dato al mondo dell’arte e alla sua evoluzione.

Perestroika.it permette di viaggiare attraverso una moltitudine di sguardi che rimandano a quanto appena detto. Tra i primi film che ho visionato sul portale c’è Nati in URSS – 7 anni di Sergej Mirošnicenko (trovate la recensione qui), che mi ha letteralmente catturato per il tema trattato: venti protagonisti, nati nel 1983 e scoperti dal regista in varie regioni dell’Unione Sovietica, vengono intervistati ogni sette anni a partire dal 1990 (all’età di 7 anni), poi nel 1998 (14 anni), nel 2005 (21 anni), nel 2012 (28 anni) e nel 2020 (35 anni). Finora sono stati realizzati solo quattro film.
La capacità e la lungimiranza di questi bambini, disarma qualsivoglia concretezza culturale. Il loro intelletto e la loro giovane età diventa impressionante.

Questo è solo un esempio di quello che si può trovare sul portale. Del resto, se scrivo questo approfondimento, un motivo solido di condivisione c’è ed è estremamente importante.

Alcuni dei titoli presenti:

  • Piccola Vera (Malen’kaja Vera, 1988) di Vasilij Pičul – emblematico del cinema della Perestrojka per il suo realismo sociale e la critica alla società sovietica tarda.
  • Brevi incontri (Korotkie vstreči, 1967) di Kira Muratova – film sentimentale di una spiccata finezza.
  • L’uomo con la macchina da presa (Čelovek s kinoapparatom, 1929) di Dziga Vertov – forse il compimento massimo del movimento kinoglaz (“Il cineocchio”), nato negli anni Venti per iniziativa di Vertov e fautore della superiorità del documentario sul cinema di finzione, ritenuto inadatto a formare una società comunista.
La pagina del film di Dziga Vertov

Non mi resta che lasciarvi alla scoperta dei vari film e assaporare la grande diversità che, molto probabilmente, vi contagerà.

Qui il sito web: https://perestroika.it/

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