Rivista digitale di critica cinematografica

“Le Sorelle” di Francesco Iezzi

Un thriller da camera indipendente e claustrofobico

Copertina articolo Le Sorelle

Il cinema indipendente ha un valore aggiunto. La sua forza risiede in un unico e semplice concetto: la libertà creativa. Su Cinema d’Oltre lo abbiamo sempre dichiarato e continueremo a farlo.
Questo non significa che il resto delle produzioni sia da scartare — ci mancherebbe — e la nostra rivista, con spirito critico, continuerà a parlare, analizzare e approfondire tutto quel cinema che ha davvero qualcosa da raccontare, denunciare e condividere.

Le Sorelle (2026) di Francesco Iezzi è un film che si inserisce a pieno titolo nell’indipendenza pura. Citando le parole dello stesso autore nelle sue note di regia, l’opera è «concepita come un film arthouse a bassissimo budget – girato in una sola settimana con una troupe ridotta – ambientato interamente in un’unica location e con un cast composto da soli quattro attori».
Potrebbe sembrare incredibile per qualcuno che da tali premesse possa nascere un lungometraggio così ben fatto, coinvolgente e impreziosito da quel tocco noir che lambisce le corde più intime dello spettatore. Il film di Iezzi si configura come un thriller da camera claustrofobico e teatrale, dove la recitazione, la gestione degli spazi, la scenografia e la colonna sonora sono valorizzate da una messa in scena studiata e autorevole.

Liberamente tratto da Le serve (1946) di Jean Genet, Le Sorelle esplora il labile confine tra realtà e finzione attraverso Giulia e Andrea, gemelli e domestici che, sfruttando l’assenza della padrona, mettono in atto un ambiguo gioco di ruolo che farà riaffiorare segreti e gelosie distruttive. È proprio questo gioco delle parti — un interscambio umano e irrazionale che irradia l’intera opera — a contaminare l’elegante fotografia in bianco e nero. In questo dinamismo fluido tra realtà concreta e realtà apparente affiorano diversi influssi della storia del cinema.

Le sorelle - Frame dal film - ALESSIO ARZILLI
Frame dal film
Le sorelle - Frame dal film - MARIA CELESTE SELLITTO
Frame dal film

Tra le prime reminiscenze che tornano alla mente c’è Cul-de-sac (1966) di Roman Polański, che ricorda come la “chiusura” — ovvero il recludersi in un ambiente senza apparente via d’uscita — generi dinamiche estreme e pericolose.
A differenza della pellicola di Polański, tuttavia, Giulia e Andrea avrebbero la concreta possibilità di uscire da quel vicolo cieco: è una scelta praticabile, per quanto difficile. Iezzi sceglie però di non mostrarla, lasciandoli prigionieri più della propria mente e del proprio animo che degli eventi reali. La casa diventa così un non-luogo, uno specchio in cui guardare l’altro per tentare di ritrovare se stessi.
Strutturato in atti proprio come una pièce teatrale, il film seziona le sue parti come una torta da condividere con il pubblico: capitoli che non offrono facili soluzioni, ma virano verso una finta trascendenza. In questo contesto, l’intreccio tra simbolismo e gestualità si rivela fondamentale per far emergere le complesse dinamiche tra i personaggi, alimentando un’atmosfera di costante e palpabile sospensione.

In conclusione, un ottimo esordio per Francesco Iezzi, che impreziosisce il film con una buona regia e, nondimeno, il comparto attoriale, che mantiene salda ed equilibrata la recitazione dei protagonisti Alessio Arzilli e Maria Celeste Sellitto e i co-protagonisti Antonio Casonato e Ilaria Antonello.

Sitografia
F. Iezzi, Note, in CinemaItaliano.Info, Italia 2026
(https://www.cinemaitaliano.info/lesorelleiezzi)

Le Sorelle
(Italia, 2026)

Regia: Francesco Iezzi • Sceneggiatura: Francesco Iezzi, Massimiliano Pantucci • Produzione: Icta s.r.l. • Musiche: Collettivo Pentimento V.2 • Suono: Riccardo Parenza, Francesco Nasti, Tommaso Plinio • Fotografia: Massimiliano Pantucci • Montaggio: Roberto De Vita • Scenografia: Cristina Molteni, Sara Alessandrelli • Costumi: Federica Chiesa • Effetti visivi: Francesco De Lorenzo • Interpreti: Alessio Arzilli, Maria Celeste Sellitto, Ilaria Antonello, Antonio Casonato • Durata: 83′ • Scheda film: IMDb

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