Un giorno, mentre davo un’occhiata alla pagina Facebook di un festival di cinema, Ribalta Experimental Film Festival, mi è capitato di vedere un post su uno dei film in concorso che sono stati proiettati nell’ultima edizione 2025.
Curioso come sempre di scoprire cose nuove, mi sono subito chiesto chi fosse il filmmaker in questione: Péter Lichter (ammetto che non conoscevo l’autore) e – considerando che il film era visibile su YouTube – non ho perso tempo e l’ho guardato.
Ebbene, eccoci qui a presentarvi The Geneva Mechanism per il nuovo appuntamento con la rubrica Schermi.
Gli spettri ormai defunti della celluloide tornano a infestare lo spazio digitale.
Avete in mente i film avanguardisti dei primi anni del ‘900? Se la risposta è si, siete nel posto giusto per fermarvi e assaporare un film dal fascino indiscreto.
The Geneva Mechanism: A Ghost Movie, questo piccolo film sperimentale di Péter Lichter ri-definisce il senso del cinema su pellicola, dandone una visione anacronistica e, forse anche un po’ romantica, proprio per la forte caratura sperimentale.
Personalmente – come accennavo poco sopra – questo tipo di film fanno riemergere alla mente opere straordinarie come quelle del cinema d’avanguardia, dove la spensieratezza del gioco e della novità dell’oggetto, portano a grandi narrazioni folli a cui ancora oggi attingiamo per dare nuova linfa al nostro sguardo da registi e/o filmmaker.
Péter Lichter afferma che ci sono degli spettri defunti della celluloide che stanno ritornando in vita per soprassedere alla nuova era digitale, ove l’una sicuramente non esclude l’altra, ma resta una riflessione affascinante di come la voracità del cinema odierno stia camminando senza mai prendersi un tempo per stazionare, riflettere o, semplicemente, guardarsi intorno per capire come affrontare al meglio un futuro ormai invaso dai robot digitali.
La dicotomia che questo piccolo film ci pone di guardare sta proprio nel contrapporre i fantasmi della pellicola a confronto con i sistemi digitali del futuro.
Buona visione.








