Dall’avvio di questa rubrica mensile, Schermi, vi abbiamo presentato film e video di differenti correnti artistiche e stilistiche. Ed è proprio questo l’approccio che vorremmo continuare a mantenere, ovvero quello della contaminazione audiovisiva.
Questo mese tocchiamo anche la poesia. A voi Wholly Communion del filmmaker inglese Peter Whitehead.
Royal Albert Hall, Londra, 11 giugno 1965.
Un grande spazio vittoriano, senza ring, senza concerti né spettacoli teatrali. Un piccolo palco, il fumo, la copia di Urlo (Howl) a terra, in attesa di essere letta, e tante, ma proprio tante persone.
E poi loro, i poeti protagonisti: Ernst Jandl, Michael Horovitz, Gregory Corso, Simon Vinkenoog, Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti. Ma non solo…
Lo sfondo di tutto questo contesto, anche se lontano dal Regno Unito, era chiaramente la Guerra in Vietnam, che già imperversava, come un alito nauseabondo al tempo stesso lontano e vicino.
Il grande reading avvenuto alla Royal Albert Hall segnò la nascita della scena poetica underground londinese e lasciò un segno forte sul futuro di questa disciplina.
L’evento fu filmato da Peter Whitehead, che documentò le letture di tutti i poeti in un film dal titolo Wholly Communion (che vi esortiamo a vedere) e che rappresenta, a tutti gli effetti, un documento visivo di importantissima rilevanza storico-artistica. Non solo per l’evento in sé, ma anche per via del suo autore, che avrebbe girato, circa un anno dopo, uno dei primi “music video” della storia con Have You Seen Your Mother, Baby, Standing in the Shadow? dei Rolling Stones.
Wholly Communion è un film semplice, senza punti estetizzanti, né concetti trascendentali. Immagini in movimento che racchiudono una visione chiara e netta di ciò che fu. Un lavoro di montaggio lineare, come lineare è stato il reading da cui fu tratto.
Una serie di concomitanze artistiche rende, ancora oggi, il reading londinese una summa seminale di processi che hanno cambiato la mentalità di molte persone, instaurando un filo diretto con le generazioni future e di cui ancora oggi parliamo.
Buona visione.
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