Il mio corpo a maggio

Continua la selezione di opere filmiche e video nell’àmbito di questa rubrica: Schermi. Questo appuntamento è dedicato a Matilde De Feo, artista vista e performativa che lavora attraverso le immagini in movimento portando alla scoperta della transmedialità dei linguaggi visivi e sonori.


Il mio corpo a maggio (2014) è un piccolo film sul corpo, nato all’interno di un ciclo di incontri diretti dal documentarista Silvano Agosti.
La natura concettuale dell’opera non è un’idea astratta aggiunta a posteriori, ma emerge direttamente dall’atto performativo. Ciò significa che l’artista non si limita a eseguire un’azione, ma interagisce con i materiali in modo che il risultato visivo e sensoriale sia intrinseco a tale interazione.

Nel caso specifico, l’interazione tra il corpo e gli elementi naturali (i fiori) non è stata alterata digitalmente. I petali e le foglie si muovono e si distaccano non per un effetto di animazione o un montaggio, ma per la pressione naturale esercitata dal corpo dell’artista. Questo dettaglio è cruciale per comprendere l’intenzione dell’opera. Il concetto chiave è che la performance diventa la centralità dell’opera in sé.

“Tra un milione di anni, trovando questo tuo film, ci sarà un clone standard che cercherà di riprodurre l’anatomia del tuo corpo. Ogni traccia che noi lasciamo è un ipotetica e fondamentale strada per far rinascere la nostra persona”.
Roma, L’azzurro Scipioni.

Buona visione.


Scopri di più da Cinema d'Oltre

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere