Rivista digitale di critica cinematografica

De Occulta Philosophia

Continua la riproposizione di opere filmiche e video in questa rubrica Schermi, dove potremo visionare opere oltre la soglia.


Nell’opera di Gábor Bódy, l’intreccio tra concetti filosofici e mitologici emerge come un elemento distintivo. Il suo lavoro, De Occulta Philosophia (1983), esplora la saggezza magica e la conoscenza esoterica, traendo ispirazione nel titolo e nelle illustrazioni dal De occulta philosophia libri III di Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim (1486–1535), pubblicato a Colonia. All’interno di questo flusso iconografico, irrompono immagini di una stanza attraversata da fasci laser, in cui si percepisce l’ombra di una figura umana in movimento. L’aspetto più innovativo del lavoro risiede nel montaggio simultaneo di immagini e suoni, orchestrato da un programma informatico precedentemente sviluppato. L’interesse dei creatori si focalizzava sull’esito inatteso generato da tale programma. Bódy ha adottato un approccio cinematografico sperimentale sia nei film che nei video, affiancando a questa pratica una consistente produzione teorica sul cinema.
L’utilizzo del montaggio computerizzato del video rappresentò una procedura all’avanguardia per l’epoca e, come sottolinea lo stesso Bódy, costituì la prima opportunità per il cinema di manipolare elementi visivi e sonori attraverso una “partitura in codice” predefinita.

Buona visione.


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