Esprimersi con i propri mezzi è cosa assai pregiata. Soprattutto per i filmmakers che hanno da sempre lavorato e filmato in piena autonomia e indipendenza, senza l’aiuto di ingenti somme di denaro. Ed è proprio questo, secondo me, il tempo dei registi d’oggi, è loro il tempo dell’immagine ritrovata.
Marco Perri, autore calabrese, belga per scelta e amico da molti anni, riesce a dare vita ad una serie di opere filmiche che trovo splendide. Natani Nez – Diario dal sottosuolo (2020), sono dei piccoli film a episodi (in tutto saranno 8) che sperimentano, attraverso la manipolazione delle immagini e della non-narrazione, i giorni di confinamento da Covid-19. Il filmare di Perri è scrittura per immagini. Il suo montaggio, invece, è esplorazione e dilatazione della vita. Queste due operazioni – le principali per il suo cinema – sono fonte di militanza politica, dove il pensiero diventa respiro e atto di forza.
In questi tempi di pandemia, abbiamo una cosa che nessuno potrà toglierci, il tempo. Questo tempo, per chi si occupa di cinema, è linfa vitale.
Il concetto di tempo che ‘costruisce’ Marco è azione, è ri-scoperta di nuovi linguaggi sul valore delle immagini e sul cinema stesso.
E se questo fosse il tempo dell’immagine ritrovata…?
Di seguito potete vedere i primi due film di Natani Nez – Diario dal sottosuolo.
Episodio I
…il tempo della vita è breve e, se viviamo è per camminare sulla testa dei re…
Episodio II
Il diaframma è il pensiero









One response to “Il tempo dell’immagine ritrovata”
[…] ma di certo sono degli atti politici.Tempo fa ho scritto di te a proposito del progetto filmico Natani Nez – Diario dal sottosuolo (2020) e definivo il tuo modo di filmare ‘scrittura per immagini’ e il tuo montaggio, invece, […]